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Archivio di giugno 2008

RaccontidiCittà e Sovera Editore: al via il Corso per racconti… tutti da pubblicare

mercoledì 18 giugno 2008

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Si aprono le iscrizioni per il Corso di scrittura sul racconto breve che inaugura la collaborazione fra RaccontidiCittà e la Sovera Edizioni di Roma.
Scopo di questa collaborazione è la formazione di nuovi autori e la successiva pubblicazione, diffusione e promozione del loro lavoro attraverso la presentazione da parte della Sovera nell’ambito delle prossime edizioni della Fiera della piccola e media editoria Più Libri Più Liberi e della Fiera internazionale del libro di Torino di un volume antologico contenente le opere dei partecipanti al Corso, guidati durante gli incontri tenuti dai docenti del team di RaccontidiCittà.

Il Corso, rivolto a tutti quanti amino la scrittura, si svolgerà a Roma dal 27 settembre al 22 novembre per complessive trentadue ore suddivise in otto incontri teorico-pratici di quattro ore ciascuno.
La quota di iscrizione individuale di 600 Euro è comprensiva della pubblicazione degli elaborati prodotti dai partecipanti (da un minimo di 15 ad un massimo di 20 persone).

Le linee guida del progetto RaccontidiCittà ben si prestano alla collaborazione con Sovera Editore, realtà che si sta imponendo all’attenzione della critica ufficiale, dei premi letterari e dei mass media per la coraggiosa e crescente apertura dimostrata nei confronti della narrativa italiana contemporanea. Obiettivo di sempre della Sovera, infatti, è quello di dare voce e valorizzare la ricca produzione letteraria del nostro paese: questo anche grazie alla pubblicazione di Terza Pagina, una rivista destinata sia agli operatori del settore (librai, bibliotecari, etc.) che ai lettori più attenti, ai quali viene offerto un luogo di grandi nomi e di promesse.

Per informazioni:
info@raccontidicitta.it

S.S.

Da Civitavecchia, un pesce rosso… fuor d’acqua!

lunedì 9 giugno 2008

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“Ad una manciata di metri da una Civitavecchia che tornava a prendere forma, lontano dagli schiamazzi della gente nuovamente in piazza, presa a divincolarsi tra i banchi del mercato, tra la policromia delle verdure e i bracci rilucenti delle stadere sulle quali venivano poggiate manciate di alici avvolte nella carta straccia a novanta lire il chilo, casse di mazzumaja o pannocchie ancora vive e scodinzolanti, Michele affondava i polpacci nudi nell’acqua limpida e fredda. Impugnando un bastone appositamente diviso in due ramificazioni sulla cima, cercava tra i ciottoli levigati il nero spinoso bozzolo del riccio di mare. Quando ne scorgeva uno, con cura lo raccoglieva e riponeva nella bagnarola. Quando la cesta era piena, tornava a sedersi sulla spiaggia, dove il parentado aveva già stappato i fiaschi e affettato il pane. Mangiavano e ridevano cercando di dimenticare gli orrori della guerra, e succhiando il riccio era come se portassero dentro di loro l’essenza del mare intero, lo spirare del vento che tutto rievoca e tutto fa dimenticare. Il sapore salino dei crostacei si fondeva, a volte, con quello delle lacrime per chi o cosa s’era perso. Poi, quando la tramontana si alzava pungente, s’incamminavano verso casa, non senza essere prima passati da zi’ Giulietta al Ghetto per comprare il bujone da gustare a mestolate possenti dopo cena” [Fabrizio Gabrielli, L'inafferrabile Weltanschauung del pesce rosso, Prospettiva Editrice, Civitavecchia 2008].

Bel libro d’esordio, quello di Fabrizio Gabrielli: coinvolgente carrellata di racconti leggeri e profondi al tempo stesso, con una polifonia di tematiche, personaggi e sguardi, tenuti insieme da uno stile ancora mutevole e guizzante, ma di sicuro talento.
È un vero piacere per RaccontidiCittà poter dire del percorso di questo Autore: “anche noi c’eravamo!”.

L.S. (che, seduto alla destra dell’Autore, il 23 Maggio ha partecipato alla presentazione del libro in questione) 

Tutti Liberi!

mercoledì 4 giugno 2008

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Prigionieri di un tempo inclemente, ma al riparo del Cassero della Fortezza Medicea di Poggibonsi, il laboratorio RaccontidiCittà ha comunque liberato le idee dei suoi valenti partecipanti.

E così, prendendo spunto dal motivo trainante del Festival Narrazioni 2008, sintetizzato nel titolo Libera Tutti, abbiamo lavorato sul messaggio di un prigioniero – in un carcere? di un’ossessione?

Tanti e interessanti gli spunti discussi: dalla proposta degli SMS onirici di Camilla, che intrappolano nel sogno chi tenta di mandarli; a Maria Gisella e alle sue confessioni di un lupo confinato in un parco nazionale.
Poi Stefano, il cui affresco di un mondo colorato da codici di segnali di stoffa che si liberano nel cielo, ben al di sopra del degrado di una città, viene barbaramente occultato sotto la crosta di una notizia di deprimente cronaca locale; Giuseppe e l’ipotetica lettera di non-dimissioni di un operaio restio a cedere all’illusione di quella libertà che non potrebbe accettare da chi, fino a quel momento, si è permesso di usurpare gran parte del suo tempo di vita; l’attenzione non solo professionale di Miriam ai non-messaggi, ovvero all’incomunicabilità che nasce dal disagio e dalla malattia; per finire con Marco e i suoi appunti di uno psicanalista, i quali ripercorrono ossessivamente il pensiero a senso unico di un automobilista schiavo di un centro urbano caduto sotto il predominio delle rotatorie.

Un grazie di cuore ai partecipanti al nostro laboratorio e a Nausika per l’ospitalità e l’impeccabile organizzazione.

S.S.